18 ottobre 2017

Teatro Palladium, Roma, martedì 3 ottobre 2017

A singolar tenzone! al Teatro Palladium a Roma

A singolar tenzone!
Duelli tra musiche e parole sul paladino Orlando

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Con liveticket i possessori del BONUS CULTURA, possono acquistare i biglietti scegliendo la tariffa riservata 18app, occorre entrare nel singolo evento e scegliere la tariffa dedicata.

cunto: Mimmo Cuticchio
musiche: Giacomo Cuticchio
primo violino: Marco Badami
secondo violino: Filippo Di Maggio
viola: Massimo Cantone
violoncello: Paolo Pellegrino
sax soprano: Nicola Mogavero
fagotto: Filippo Barracato
tromba: Sergio Caltagirone
trombone: Fabio Piro
pianoforte: Giacomo Cuticchio

Produzione
Associazione Figli d’Arte Cuticchio

Un viaggio in un tempo senza tempo, dove il cunto antico di Mimmo Cuticchio e la musica contemporanea del figlio Giacomo si scambiano intenzioni, si cedono il passo vicendevolmente, si fondono in un gioco, a tratti semplice e armonioso a tratti spericolato e acrobatico, sulle gesta di Orlando, valoroso paladino, l’eroe per eccellenza, austero, coraggioso e devoto al suo dovere di capitan generale dell’esercito francese.
Un racconto focalizzato sulla drammatica e spettacolare rotta di Roncisvalle, dove troveranno la morte Orlando e altri trecento impavidi paladini.
Per la prima volta i temi musicali della battaglia, del galoppo, del lamento, della marcia reale, che Giacomo Cuticchio ha composto appositamente per questo “viaggio”, si uniscono ai ritmi, ai toni e alla possente vocalità di Mimmo Cuticchio, capace di interpretare oltre quaranta personaggi diversi e trasformare il cunto in canto.
Un’opera per voce e musica, nella quale la narrazione tiene le fila del racconto e la musica ne sottolinea e ne esalta i ritmi e l’emozione. La suite per fiati, legni, ottoni ed archi è eseguita da un ensemble di nove musicisti. Strumento portante è il pianoforte, omologo del piano a cilindro negli spettacoli tradizionali, che Giacomo suonava da bambino agli inizi del suo apprendistato di oprante.
Mimmo e Giacomo Cuticchio sono rispettivamente padre e figlio. Il primo, prendendo le mosse dal cuore profondo della tradizione dell’Opera dei pupi, l’ha rilanciata in una prospettiva contemporanea e al contempo ha salvato dall’oblio il “cunto”, rimarcando sempre la propria discendenza dai maestri del passato. Il secondo muove i suoi primi passi di oprante-musicista sul terreno fertilissimo arato dal padre; successivamente, il suo incontro con l’opera di Philip Glass e l’amore per la musica antica, rinascimentale e barocca, lo hanno spinto verso una ricerca sonora originale, per molti versi analoga a quella del padre, oggi riconosciuto il massimo innovatore dell’Opra.

Mimmo Cuticchio Erede di un patrimonio artistico che assorbe dal padre Giacomo fin da bambino, elabora negli anni la tradizione del teatro dei pupi rinnovandola con continui innesti creativi e valorizzandola attraverso la sperimentazione artistica. Negli anni ’70, affascinato dalle tecniche narrative del cunto, ne segue l’apprendistato da Peppino Celano, che gli insegna anche la costruzione dei pupi secondo un percorso che segue le tappe tradizionali della trasmissione del mestiere. Alla morte del maestro, apre a Palermo nel 1973 il Teatrino dei Pupi di Santa Rosalia, e realizza il suo primo copione “Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro”, cominciando ad arricchire il repertorio tradizionale con nuovi testi e raccontando le gesta di personaggi storici della Sicilia, di eroi omerici e della mitologia. Nel 1977 fonda l’“Associazione Figli d’Arte Cuticchio”, che incorpora la compagnia omonima. Da quel momento Cuticchio avvia un percorso di rielaborazione del patrimonio culturale tradizionale che proietta i modelli narrativi del cunto e dell’opera dei pupi verso il pubblico moderno, attuando un processo di comunicazione artistica permeato di impegno civile e segnato da uno sguardo rivolto verso la contemporaneità.
Il rapporto di Cuticchio con diverse espressioni della scena contemporanea, è segnato dai suoi complessi e assidui rapporti col cinema (Coppola, Tornatore, Turturro, Ciprì e Maresco, Crialese), la fotografia, la radio, l’arte contemporanea (Mimmo Paladino), i generi musicali pop (Lucio Dalla, Loreena McKennith).

Giacomo Cuticchio nato a Palermo nel 1982, è compositore, pianista ed erede di una delle più robuste e vitali tradizioni teatrali siciliane. Figlio e nipote di maestri pupari, la sua formazione d’artista ha luogo tra sogni cavallereschi, senni smarriti e avventurosamente recuperati, battaglie, passioni e paradigmi etici, nella cornice di estremo rigore e attenzione che caratterizza l’attività teatrale di famiglia. L’inclinazione per la musica del piccolo Giacomo trovò fertilissima terra tra i suoni del pianino a cilindro che tradizionalmente scandisce e commenta le vicende dei paladini di Francia e lo straordinario e prezioso esercizio della vocalità proprio dell’opra e del cunto. Il giovane segue le tappe del consueto apprendistato dell’opera dei pupi. In lui convivono due anime che non sono in contrapposizione, ma si completano vicendevolmente. Oggi Giacomo Cuticchio è un oprante completo, dirige gli spettacoli e compone le musiche per le nuove messe in scena, contribuendo spesso a realizzare eventi teatrali unici con interventi di musica dal vivo che arricchiscono la rappresentazione o ne intensificano il tessuto drammaturgico.

A singolar tenzone! al Teatro Palladium a Roma

Martedì 3 ottobre 2017, ore 20.30

Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano,8
00154 Roma
Tel. +39.327.2463456
teatropalladium.uniroma3.it

Il Teatro Palladium di Roma utilizza il Sistema di Biglietteria liveticket.
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