19 settembre 2017

Civico Orto Botanico, Trieste, aperto tutto l’anno
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Civico Orto Botanico della Città di Trieste

Il Civico Orto Botanico è di proprietà del Comune di Trieste e fa parte dei Civici Musei Scientifici.

L’organizzazione dell’Orto, comprende diverse zone, all’Istituto è associata una Riserva Naturale formata dal Bosco Biasoletto e Bosco Farneto (in tot. 90 ettari).

L’organizzazione del Civico Orto Botanico segue criteri sistematici e comprende diverse sezioni, tra cui una dedicata alla flora spontanea del Carso triestino, Istria e territori adiacenti.
Elemento cardine nel rapporto fra ricerca scientifica e conservazione dell’ambiente, il Civico Orto Botanico si propone anche come luogo didattico e ricreativo.
Può essere considerato un’isola artificiale di diversità floristica, che gioca un ruolo strategico nella conservazione della biodiversità, e quindi anche nella sopravvivenza dell’uomo stesso.

Divisone in zone dell’Ortomeridiana al Civico Orto Botanico di Trieste

Piante spontanee
Questa sezione è in allestimento. Si provvederà a un accurato ripristino delle aiuole storiche, prediligendo le specie più interessanti del territorio triestino, ,dell’Istria e delle regioni adiacenti.

Piante da appartamento
All’inizio del percorso dedicato alle piante velenose “l’orto dei veleni”, sono esposte le più diffuse piante d’appartamento tossiche o letali.

Piante ornamentali
Nelle aiuole poste lungo il perimetro dell’orto, sono ospitate alcune collezioni di piante ornamentali (Hedera – edera, Hydrangea – ortensia, Hosta – hosta, Helleborus – elleboro, Paeonia – peonia, Rosa – rosa, Viola – viola), bulbose a fioritura primaverile (Crocus – crochi, Galanthus – bucaneve, Eranthis – piè di gallo) ed autunnale (Sternbergia – zafferanastro giallo).

Florilegio di piante magiche
In un’aiuola disegnata su una trama di suggestioni esoteriche, arricchita con una fontana di pietra, simbolo della trinità, sono raccolte le principali piante dai significati magici, religiosi e mitologici. La magia è metafora del rapporto con la natura, fondamento dell’edificio mentale che l’uomo erige contro l’indistinto, stimolo per la conoscenza di tradizioni spesso basate su poteri officinali, o su tabù dettati dall’effettiva pericolosità del vegetale. Non quindi un incentivo alla superstizione.

 Giardino dei semplici
II giardino dedicato alle piante officinali segue un criterio sistematico (Pignatti, 1982). La scelta delle specie si è basata sull’elenco delle piante iscritte alla Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana, integrato con quelle presenti in studi di etnobotanica del Friuli-Venezia Giulia (Lokar, Poldini, Rossi), su liste storiche (Marchesetti) e su ricerche riguardanti le piante officinali del Litorale Austro-Ungarico (Tominz, 1881).

Fiori di loto
Nelle vasche sono collocate diverse specie acquatiche tra cui una collezione di fiori di loto (Nelumbo sp.), in piena fioritura nel mese di luglio ed agosto, con colori cangianti nelle sfumature del rosa, del bianco e del giallo.

Piante alimentari
Dopo accurate ricerche di fitoalimurgia (alimentazione con piante spontanee) si è giunti ad organizzare questa zona in base ai diversi ambienti di crescita delle singole specie, così da facilitarne il riconoscimento in natura.

Giardino formale
Nelle ordinate aiuole delimitate da basse siepi di bosso sono raccolte alcune collezioni di piante ornamentali che fioriscono in diversi periodi dell’anno. I generi, qui rappresentati da molte specie diverse, sono: Helleborus (elleboro – fi. II-IV), Narcissus (narciso – fi. XI-V), Paeonia (peonia arbustiva – fi. III-V), Iris (giaggiolo -fi. II-VII), Hydrangea (ortensia – fi. IV-IX), Hosta (hosta – fi. V-VII), Rosa (rosa – fi. V-X), Salvia (salvia – fi. IV-XI).

Tinte d’erbe – sezione piante tintorie
La scelta di dedicare un settore ad una collezione di piante tintorie è nata dal desiderio di far conoscere alcune delle principali specie storicamente usate dai tintori, alle quali sono affiancate le spontanee di uso più limitato e locale, e le esotiche che mal sopportano i nostri rigidi inverni e devono essere protette nelle serre.

Piante utili
In seguito ad un attento restauro delle strutture e della viabilità, questa sezione ospiterà le principali “piante dell’uomo”, cioè quelle che per usi diversi (alimentari, cosmetici, tessili) hanno accompagnato la storia e le vicende dell’umanità.

L'orto dei veleni

L’orto dei veleni – sentiero piante velenose
Questo percorso guidato ci permette di conoscere più da vicino alcune piante velenose. Per ciascuna di esse vengono fornite informazioni scientifiche, accompagnate da curiosità ed impieghi. Il sentiero si propone anche di evidenziare ciò che di buono il veleno racchiude: nelle note farmacologiche in etichetta, si riportano gli utilizzi terapeutici delle varie sostanze tossiche.

Orario:
Aperto dal 8 marzo al 15 novembre:
lunedì e mercoledì 9 – 17;
martedì, giovedì e venerdì 9 – 13;
sabato e domenica 9  – 14;

Ingresso gratuito

Come arrivare: autobus diretti n. 25, 26; oppure n. 6, 9, 35 con percorso percorso pedonale: fermata in piazza Volontari Giuliani, percorso Scala San Luigi -Campo San Luigi; o con fermata successiva Scala Margherita percorso via Pindemonte – Bosco Biasoletto.

Civico Orto Botanico
Via Carlo de’ Marchesetti, 2
Trieste
Tel. 040360068
ortobotanico@comune.trieste.it
www.ortobotanicotrieste.it

Il Civico Orto Botanico della Città di Trieste utilizza il Sistema di Biglietteria liveticket
Info su www.liveticket.it – biglietteria musei

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